CENTRO PSICOLOGICO CAMMINANDO

Ipocondria: la Paura di Ammalarsi

“Quando è mattina non pensare alla sera, quando è sera non pensare al mattino…” – Detto del profeta Muhammad, pace e benedizione su di Lui.

L’ipocondria è uno dei volti dell’ansia. Caratterizza il timore eccessivo per la nostra salute e l’interpretazione delle sensazioni fisiche come segnali d’allarme di una patologia fisica.

Qualche volta ci si focalizza sul timore per una specifica malattia, altre volte il nostro corpo sembra fonte di continue e varie preoccupazioni. Dedichiamo alla salute e alla malattia ogni nostro pensiero ma inutilmente…

Anzi, così facendo entriamo in un circolo vizioso che peggiora il rapporto col nostro corpo… accogliamo le nostre sensazioni come un nemico: ci chiudiamo ad esse e così facendo ci contraiamo creando tensioni muscolari; respiriamo in modo più superficiale; diventiamo più rigidi; la nostra presenza vitale si ritira dal corpo e si richiude nella mente coltivando pensieri sempre più ossessivi sulla nostra salute e sempre meno creativi.

Qualche volta siamo così convinti di essere ammalati che quella del malato diventa la nostra identità e condiziona i nostri rapporti con gli altri e la nostra vita sociale e quotidiana.

Si cercano frequenti rassicurazioni negli esami medici, ma purtroppo anche quando l’esito è buono, queste rassicurazioni non ci bastano mai.

Perché la verità è che cerchiamo rassicurazioni impossibili: nessun esame e nessun medico può accertare che siamo in salvo da ogni male e che lo siamo oggi e che lo saremo anche domani.

 

Proprio come la vita, la nostra salute non è completamente nelle nostre mani, nonostante tutti i progressi della medicina e della tecnica non possiamo tenerla completamente sotto il nostro controllo.

Siamo tutti ‘ malati’ di ‘caducità… esseri mortali, di passaggio, vulnerabili, esposti agli eventi della vita esterni e interni a noi.

Di fronte a questo fatto, ci si chiede come si possa proseguire a vivere tranquilli.

Spesso  ci riusciamo facendo come se… come se  il male, la morte, il dolore non ci riguardasse.

A volte è un evento traumatico, un lutto, o per esempio la malattia di una persona a noi cara a rompere l’incantesimo.

Allora non ci restano che due strade: o cadiamo vittime del terrore e smettiamo di vivere già da vivi, o accettiamo il mistero … il mistero della nostra salute, della vita e della morte.

Le culture affidano alla spiritualità attraverso le religioni l’antidoto al terrore, l’accettazione del Mistero, del non aver controllo su tutto e di essere parte di qualcosa di più grande… per qualcuno è Dio, per qualcun altro il semplice fluire della vita…

Nel cristianesimo per esempio esiste una giornata detta ‘Delle Ceneri’ in cui si ricevono ceneri sul capo e le parole “Ricordati che sei cenere, e cenere ritornerai.” San Francesco chiamava la morte “Sorella Morte” per farne non più un estranea nemica, ma una compagna di vita.

Nell’Islam il fedele è aiutato dalle parole del Profeta Muhammad: “Vivi in questa vita come uno straniero, io in questa vita sono come un cavaliere che si siede all’ombra di un albero, si alza e se ne va…”

L’Impermanenza, o cambiamento, o divenire di tutte le cose, graficamente rappresentata dai Mandala di sabbia  dei monaci, bellissimi e volatili, è una delle Nobili Verità del Buddha.

Spunti spirituali possono aiutarci a connetterci con la nostra umana capacità di trascendenza.

A volte però non bastano belle frasi per aiutarci a cambiare. Perchè spesso con la mente già sappiamo che ci stiamo preoccupando troppo, che questo non ci fa bene, che dovremmo mollare un po’… ma …

A cosa serve allora la psicoterapia?

La psicoterapia ci aiuta non solo a pensare ma a mettere in moto un reale cambiamento, all’interno di una relazione nuova, una relazione che cura.

E’ la via per risalire la nostra storia e sciogliere i nodi che fin dall’infanzia e dalle nostre prime relazioni ci hanno predisposto a questo tipo di ansia.

Ci permette di tradurre le parole in esperienze emotive, protetti dal setting della seduta, e queste esperienze possono registrarsi nel nostro corpo e nella nostra emotività e creare una nuova base nella nostra vita quotidiana.

L’Analisi Bioenergetica per esempio prevede specifiche esperienze corporee che aiutano a familiarizzare con il nostro corpo, le sue sensazioni e anche con la nostra gestione del controllo e con l’esperienza del mollare il controllo e lasciarsi andare.

C’è infatti un altra cosa oltre alla salute fisica su cui non abbiamo il totale controllo: le nostre emozioni. 

Ci attraversano, ci abitano, sono parte di noi, ma non sono noi.

Non sempre andiamo d’accordo con loro e a volte preferiremmo non sentirle.

Sono radicate nel corpo, nell’istinto e nell’inconscio e si manifestano anche con sensazioni fisiche.

Sono il nostro scrigno di energia vitale, la nostra opportunità di vivere sentendo appieno la vita.

Non riconosciute sono mine vaganti.

Quando fraternizziamo con loro ascoltandole senza giudicarle,  la mente può farne le parole della nostra personale poesia e il ponte per i nostri rapporti con gli altri.

Dott.ssa Chiara Brentan, Psicoterapeuta Bioenergetica e Transculturale